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Ancona, 29 maggio · 7 giugno 2026 Museo della Città “Spazio Presente” — Via Buoncompagno, Ancona

1946. Le Marche, la Repubblica, la costruzione di un Paese democratico

 

 

Ottant’anni fa, il 2 giugno 1946, gli italiani furono chiamati per la prima volta a scegliere la forma del loro Stato. Per la prima volta, anche le donne ebbero diritto di voto. Quella giornata non fu solo un appuntamento elettorale: fu il momento in cui un Paese uscito devastato dalla guerra e dal fascismo scelse di rifondarsi su basi democratiche, di scrivere insieme le regole di una convivenza civile che ancora oggi ci governa.

Per celebrare questo ottantesimo anniversario, l’Istituto Gramsci Marche ha promosso la mostra «1946. Le Marche, la Repubblica, la costruzione di un Paese democratico», allestita dal 29 maggio al 7 giugno 2026 al Museo della Città “Spazio Presente” di Ancona. Un progetto espositivo che non si limita a commemorare una data, ma sceglie di raccontare quella stagione attraverso le storie di chi la visse — le donne e gli uomini delle Marche che furono parte attiva di uno dei passaggi più significativi della storia italiana.


Una mostra che parte dal basso

La scelta narrativa della mostra è precisa: guardare al grande attraverso il piccolo, alla storia nazionale attraverso le biografie locali. Non la Costituzione come monumento astratto, ma come documento scritto da persone concrete, con storie concrete.

Tra queste, Adele Bei — l’unica marchigiana tra le 21 donne che fecero parte dell’Assemblea Costituente. Operaia, sindacalista, donna che non aveva potuto studiare ma che aveva imparato a fare politica nelle fabbriche, nelle carceri, nel confino a Ventotene, nella Resistenza a Roma. La sua vicenda personale è il ritratto di un’intera generazione che non si arrese. Come ricorda il bisnipote, il giornalista Francesco Maria Bei, il suo contributo alla Costituente non fu fatto di grandi discorsi, ma fu reale e necessario: quello di chi porta in aula l’esperienza di chi lavora e di chi ha sofferto.

E poi Ada Natali, una delle prime donne sindache d’Italia, la cui storia biografica è al centro di uno degli incontri del ciclo. E Fidalma Catufa, donna fabrianese attraverso cui è possibile leggere il significato profondo del primo suffragio universale italiano: cosa volle dire, per una donna delle Marche del 1946, poter finalmente esprimere un voto.


Il programma degli eventi

Attorno alla mostra, l’Istituto Gramsci Marche ha costruito un calendario di appuntamenti che allarga lo sguardo: dalla storia al presente, dalle biografie alle questioni aperte.

29 maggio — Inaugurazione La mostra si è aprirà con i saluti del Presidente del Consiglio Regionale delle Marche Gianluca Pasqui e dell’Assessore alla Cultura del Comune di Ancona Marta Paraventi. Mario Carassai, Direttore dell’IGM, illustrerà il catalogo. In apertura, la presentazione del volume Adele Bei. Madre Costituente con Francesco M. Bei e l’illustrazione dell’opera Il diritto di scegliere di Aurora Carassai. Presiede Silvana Amati.

3 giugno — La promessa. Un secolo di lotte contadine Presentazione del volume di Luca Regini, con la partecipazione della protagonista Maria Santiloni Cavatassi e di Giuseppe Cerquetti. Un libro che racconta cent’anni di storia vissuta, attraverso le voci di chi quella storia l’ha fatta. Coordina Nevio Lavagnoli (ANP Marche).

4 giugno — Assemblea studentesca Far sentire la propria voce: nuove forme di partecipazione. Un pomeriggio di confronto tra generazioni su come cambia la partecipazione politica e civile, organizzato insieme a Gulliver Sinistra Universitaria, UDU Urbino, Rete degli Studenti Medi, Metropolis e Officina Universitaria. Con Nino Lucantoni, Mario Carassai e Silvana Amati.

5 giugno — Onorevole Sindaca. Biografia politica di Ada Natali Presentazione del volume di Roberto Tesei (Università di Catania), con la partecipazione di Fabrizia Maurici, nipote di Ada Natali, e di Gilberto Caraceni, Sindaco di Massa Fermana. Presiede Silvana Amati.

6 giugno — La frontiera ferita. Guerre, fascismo, foibe, esodo Presentazione del volume dell’on. Gianni Cuperlo, che affronta uno dei capitoli più complessi della storia italiana del Novecento. Ne discute con l’autore il prof. Antonio di Stasi, Preside della Facoltà di Economia dell’Università Politecnica delle Marche. Presiede Silvana Amati.

7 giugno — Fidalma Catufa: una donna fabrianese per leggere il primo suffragio universale italiano Chiusura del ciclo con l’intervento di Giada Costantini (IGM), che guida alla scoperta di una figura locale attraverso cui rileggere il significato del voto del 2 giugno 1946. Presiede Terenzio Baldoni. Ultimo giorno di apertura della mostra.


Una memoria che interpella il presente

Il filo che attraversa tutta la mostra e il suo programma di eventi non è puramente commemorativo. C’è una domanda implicita in ogni appuntamento: cosa rimane di quella stagione? Quanto di quella fatica — le lotte contadine, il sacrificio delle donne costituenti, la ricostruzione democratica — è ancora vivo nel presente?

Portare in una stessa cornice Adele Bei e un’assemblea studentesca, Ada Natali e il libro di Cuperlo sulle foibe, Fidalma Catufa e le nuove forme di partecipazione civile significa credere che la storia non sia un archivio chiuso, ma una conversazione aperta. È questo il senso del lavoro dell’Istituto Gramsci Marche: tenere viva quella conversazione, con rigore e con passione.


La mostra «1946. Le Marche, la Repubblica, la costruzione di un Paese democratico» è un progetto dell’Istituto Gramsci Marche, realizzato con il sostegno dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Ancona e il contributo del Ministero della Cultura. Con la collaborazione di Gulliver Sinistra Universitaria. Con il patrocinio di CGIL Marche, CISL Marche, UIL Marche, ANPI e altri.

Orari di apertura: 10:00 · 13:00 · 16:30 · 19:00. Visite scolastiche su prenotazione.

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